Harry Potter – riflessioni a caso sulle donne della saga

Come vi avevo accennato nel post del nuovo Dottore donna, è da molto tempo che mi frulla per la testa l’idea di scrivere del mondo femminile di Harry Potter. 

Molte volte sono inciampata in commenti o articoli che sostenevano fermamente che Harry Potter fosse un’opera dai tratti estremamente maschilisti, principalmente per il fatto che i protagonisti principali e i personaggi più forti sono tutti uomini. 

Un ragazzo che viene aiutato da un saggio maestro per sconfiggere il malvagio stregone. 

(detta in parole povere che più povere non si può, ovviamente sappiamo che Harry Potter NON si può riassumere così) 

Dal canto mio, ho sempre pensato che questo fosse un giudizio moooolto superficiale, perché chiunque abbia letto il libro, prestando attenzione ai vari dettagli e ai vari personaggi, può benissimo rendersi conto che Harry Potter, di maschilista, non ha neanche una lettera.

Vorrei cominciare col parlare proprio dei tre personaggi pilastri della saga, HarrySilente e Voldemort

La figura della madre di Harry è una figura quasi divina. Lei si è sacrificata, donando la sua vita per salvare quella del figlio, ed è un particolare che l’autrice non smette mai di farci presente in praticamente ogni libro. Il potere del sacrificio di Lily è stato così forte da salvare Harry più di una volta. 

Come non pensare al profondo legame di Harry con la madre defunta. Per quanto Harry senta la mancanza, ovviamente, di entrambi i genitori, e si senta invadere da un senso di orgoglio quando qualcuno gli dice che somiglia tantissimo al padre (almeno la maggior parte delle volte), i suoi pensieri sono sempre concentrati sulla madre. 

Ricordiamoci il capitolo dello specchio delle Brame, nel primo libro, quando lui rimane ore a fissare la sua famiglia riflessa nello specchio, ma soprattutto a fissare lei, Lily, beandosi del suo volto e di ogni suo particolare, dagli occhi verdi così simili ai suoi fino ai capelli rosso scuro. O il capitolo del Prior Incantatium, quando tutte le vittime di Voldemort escono dalla sua bacchetta a mo’ di fantasmi, e lui non aspetta altro che vedere lei. O alla fine, quando per farsi coraggio, prima di andare incontro alla morte, cerca il suo sguardo, l’unico in grado di farlo andare avanti. 

L’importanza di Lily, poi, è sottolineata anche dalla storia di Piton. Innamorato della donna fin dall’infanzia, è solo grazie a lei se, una volta adulto, è riuscito a redimersi e a collaborare con Silente per sconfiggere Voldemort e per proteggere Harry. 

Insomma, credo che Lily, per quanto fisicamente poco presente all’interno della saga, sia uno dei personaggi più importanti (se non IL più importante) e sicuramente uno dei personaggi più belli! 

Passiamo ora a Silente. L’infanzia e l’adolescenza del brillante Albus, si sa, è stata travagliata da numerose orribili esperienze. Prima di tutto abbiamo la sorella, la piccola Ariana, traumatizzata da un gruppo di ragazzini babbani al punto da voler rifiutare la propria magia, che poi non riuscirà più a contenere. Il padre spedito ad Azkaban. La madre morta all’improvviso durante uno degli attacchi della figlia. E infine, ovviamente, la morte della stessa Ariana, inflitta da non si sa quale bacchetta tra quelle di Albus, Aberfort e Grindelwald

Fu proprio la morte dell’amata sorella a cambiare totalmente la vita di Albus, che si era perso in un girone di egocentrismo e ambizioni accecanti, talmente accecanti da non capire di quanto fossero poco saggi e soprattutto malvagi i piani che stava progettando con l’amico Grindelwald. 

Quella morte così improvvisa fu un duro colpo per entrambi i fratelli, e soprattutto Albus fu sempre tormentato dai sensi di colpa, che gli ricordavano però quale fosse il suo posto, gli ricordavano di non farsi di nuovo impossessare dalla brama di potere che lo aveva avvolto in gioventù, e che continuava ad avvolgerlo ancora, di tanto in tanto. Il pensiero della sua famiglia, in generale, lo tormentò fino alla fine. Le sue parole dopo aver bevuto il veleno, nella grotta piena di inferi, per recuperare l’horcrux “Non fare del male a loro, prendi me piuttosto” ne sono la prova. 

Un altro ruolo fondamentale è quello della madre di Voldemort, e qua direte “grazie al cavolo, l’ha partorito”…ma non è solo per questo “particolare” che ne voglio parlare. La madre di Voldemort non è stata rappresentata solo come il contenitore, passatemi il termine, del futuro signore oscuro, ma ha avuto un ruolo più complesso. 

Merope Gaunt, figlia di Orvoloson Gaunt, erede di Serpeverde, era, si può dire, l’unica della famiglia con un animo buono. Sottomessa al padre e al fratello, insicura e incapace di usare correttamente la magia. Credo sia impossibile non provare un po’ di compassione per Merope. 

Come Lily per Harry e Ariana per Silente, anche Merope svolge un importante ruolo in un momento di “svolta” per Tom Riddle, anche se in questo caso si tratta, suo malgrado, di una svolta negativa. Il giovane Tom infatti, quando cominciò a fare delle ricerche sulla propria famiglia biologica, e scoprì (o per meglio dire, intuì)  di essere per metà babbano, rimase profondamente deluso nell’apprendere che la sua magia proveniva dalla madre, Merope. Questo perché sua madre era morta, mettendolo al mondo, e per lui era inconcepibile che un mago non riuscisse ad evitare la morte. E fu da quel momento forse, che cominciò a pensare a tutti i modi possibili per ingannarla, per vivere il più a lungo possibile, per non collassare come la sua debole, inutile madre. 

Nel bene e nel male, la figura della donna ha avuto per questi tre immensi personaggi un importanza incredibile, ma non voglio dimenticarmi di tutte le altre, ovviamente! 

A cominciare da Hermione. Coraggiosissima e intelligentissima, diciamocelo, senza di lei Harry e Ron non sarebbero andati da nessuna parte (e non avrebbero passato nessun esame). Ovviamente non voglio sminuire i due ragazzi, ognuno di loro, nel trio, è indispensabile, ognuno per ragioni diverse, ma non dimentichiamoci che Hermione è l’unica che non ha mai voltato le spalle a nessuno dei due, l’unica che c’è sempre stata senza però farsi mettere i piedi in testa. È un personaggio che ho sempre rispettato tantissimo, anche se all’inizio era “un’insopportabile sotutto”. 

La McGranitt, la mia professoressa preferita (della mia materia preferita del mondo di Harry Potter), incredibilmente intelligente, severa e inflessibile ma dotata di una dolcezza e di una forza d’amimo insuperabili! 

La signora Weasley, che nonostante i suoi modi gentili, dolci e materni, è in grado di tenere testa a chiunque, di spaventare figli e marito più di chiunque altro. E la sua forza si sprigiona nell’ultimo libro, quando lotta contro Bellatrix per difendere Ginny, in uno dei momenti più belli dell’intera saga! 

Come dimenticare poi la nonna di Neville, all’apparenza una anziana e bizzarra signora, che nasconde però la forza di mille uomini. 

Potrei andare avanti per molto tempo, c’è Ginny, c’è Luna, la professoressa Sprite, la Cooman, Tonks, Fleur, perfino Narcissa Malfoy si rivela essere una donna coraggiosa, capace di voltare le spalle a tutti pur di difendere il proprio figlio. 

A differenza della sorella, invece, è Bellatrix quella che dimostra di non aver molto amor proprio (o per gli altri)… 

Nella maggior parte delle sue apparizioni, Bellatrix non fa altro che pendere dalle labbra di Voldemort, completamente soggiogata dalla sua persona, infatuata a tal punto da non dare importanza al fatto che lei, per lui, sia solo un burattino. Perché ricordiamoci che, nonostante le cretinate scritte in The cursed child, persino i seguaci più fedeli e valorosi sono per Voldemort solo briciole, utili per il suo ego e per i suoi scopi, ma pur sempre briciole, dalle quali non accetta nemmeno l’essere sfiorato, a meno che ovviamente non sia strettamente necessario, come nel caso di Codaliscia, quando si prendeva cura di lui prima della sua rinascita. Ovviamente è un discorso che vale per tutti i mangiamorte, non solo per Bellatrix, perché tutti ammirano e venerano un uomo che non avrebbe problemi a farli fuori tutti in una volta, ma diciamo che su di lei la questione è decisamente più evidente! 

Mi piace il fatto che la Rowling abbia aggiunto nella “fazione cattiva” una donna così, forte e intelligente anche lei, si, ma soggiogata da un uomo. Bellatrix non è morta per difendere i suoi figli, non ha lottato per salvare un suo amico, lei è morta per un uomo che l’avrebbe uccisa all’istante nel momento in cui non fosse stata più necessaria. In contrasto con le altre donne della saga, mi è sempre sembrato che Bellatrix fosse “disegnata” come un “modello a cui non ispirarsi”. 

Un altro modello a cui assolutamente non ispirarsi è anche, sicuramente, la Umbridge, per cui devo per forza sprecare due parole, anche se forse vado un pochino fuori tema. 

La Rowling è riuscita a creare un personaggio femminile temibile, anche se sotto aspetti diversi, quanto Voldemort, e decisamente più odiabile di Voldemort! Stephen King ha posizionato la Umbridge al secondo posto nella sua classifica dei migliori antagonisti, subito dopo Hannibal Lecter (per dire). 

Devo dire che secondo me la Umbridge è uno dei personaggi meglio riusciti, che dimostra fin da subito che non ci si deve mai e poi mai fermarsi alle apparenze. 

Per concludere, con questo post non ho voluto certo sminuire i personaggi maschili della saga, al contrario, Harry Potter vanta personaggi fantastici di qualunque sesso si tratti, o di qualunque creatura si tratti, uno dei miei personaggi preferiti, non a caso, è Dobby!  

Credo solo che sia fantastico vedere che, in un’opera in cui i personaggi principali sono maschili, le donne abbiano una così grande importanza, e nemmeno tanto nascosta, se si guarda bene. E credo sia assurdo che qualcuno abbia potuto anche solo sospettare che tutta la saga avesse un’impronta maschilista. 

Scusandomi per il papiro, spero che questa “analisi” di Harry Potter possa avervi interessato almeno un po’, era da molto che ne volevo parlare e non so se sono riuscita a spiegarmi al meglio, spero di sì! Fatemi sapere cosa ne pensate voi! 

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Doctor W(h)oman

Un paio di giorni dopo la mia riapparizione in questi luoghi sperduti è stato annunciato quello che sarà il tredicesimo Dottore. Vista la coincidenza mi sembra più che doveroso spendere due parole sull’avvenimento, che non ha precedenti… 

La scelta per il tredicesimo Dottore è infatti ricaduta su una donna, Jodie Whittaker, già vista in Broadchurch e in uno degli episodi di Black Mirror. 

Devo ammettere una cosa, sono una di quelle persone che ha sempre storto il naso al pensiero di un Dottore donna. Sarà perché i cambiamenti radicali mi destabilizzano, e se già era scioccante passare da un Dottore all’altro, figuriamoci passare da un Dottore uomo a un Dottore donna! Il cambio di sesso del Maestro non mi aveva preparata a dovere a questa eventualità, e al momento dell’annuncio, in tutta onestà, sono inizialmente rimasta delusa. 

A quanto ho letto in giro, comunque, non sono stata l’unica a rimanere delusa. Oltre ai commenti sessisti che si sprecano, c’è chi si lamenta del fatto che sia solo un’operazione di marketing, chi dice che non c’era bisogno di una rivalsa del genere femminile della serie perché, di fatto, la figura femminile è sempre stata rappresentata come un elemento estremamente insostituibile. 

Queste due sono obiezioni giuste e sensate, ed è impossibile non trovarsi d’accordo. Mi viene subito in mente Harry Potter, una storia con protagonisti maschili ma che girano intorno a figure femminili molto importanti (tra l’altro la figura femminile in Harry Potter è un argomento che mi piacerebbe approfondire, forse ci scriverò qualcosa!). 

Insomma, è vero, le donne in Doctor Who sono sempre state importantissime. 

MA

Se in un’opera di tale portata c’è la possibilità, data proprio dalla storia, di togliere alle donne i panni di aiutanti, assistenti dell’eroe, bravissime, cazzutissime, importantissime, ma pur sempre aiutanti, e metterle invece nei panni dell’eroe stesso….perché non farlo? 

Ci ho pensato a fondo, e ho capito che, anche se fosse stata una scelta dettata solo dal marketing, era una scelta necessaria. 

Sarà che mi sto immergendo sempre di più nel mondo del femminismo (quello vero, non quello stupido del tipo “donne al potere uomini al rogo”), ma leggendo i vari commenti sessisti in giro per l’etere, ho capito di quanto ci fosse bisogno di questo cambiamento radicale. 

Insomma, alla fine posso ritenermi contenta, sono contenta che molte ragazzine possano immedesimarsi finalmente nella figura del Dottore. E se una cosa del genere possa portare a riflettere, anche solo in minima parte, sulla questione delle persone transgender (perché è inevitabile che il pensiero vada li) perché no? Perché perdere un’occasione simile? 

Quindi metto da parte i pregiudizi e le aspettative mancate, e spero con tutto il cuore che la nuova stagione sia più bella che mai! Probabilmente la Whittaker ci stupirà, ma non giudichiamo prima di vederla all’opera! 

Mi piacerebbe sapere anche il vostro parere su questo cambiamento epocale, quindi non esitate a commentare, anche se non siete d’accordo con me! 

evitando commenti sessisti per cortesia perché ultimamente quando me ne capita uno divento una iena….io vi ho avvisati….

 

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I HAVE NO MEMORY OF THIS PLACE

Cominciamo così, con ironia! Stavolta credo di aver superato il mio record personale, il mio ultimo post era del 21 novembre  2016…è passato un sacco di tempo! 

La cosa bizzarra è che pur non scrivendo più non ho mai avuto il coraggio di eliminare l’applicazione di WordPress dal telefono, nonostante i continui problemi di memoria completamente piena! Non so se fosse un modo per invogliarmi a rimetterci mano o se fossi solo troppo vigliacca da ammettere che non avevo la minima voglia di metterci mano…e probabilmente questa seconda opzione è la più plausibile, visto che non ho più avuto nemmeno il coraggio di aprirla per leggere i blog che seguo abitualmente! 

Perlomeno questa volta posso ritornare con una buona notizia, ovvero che ho finalmente un lavoro. E questa volta…ma lo dico a bassa voce, piano piano, sussurrando, quindi avvicinatevi altrimenti non sentite…forse sta andando bene…. 

Davanti casa ho un impianto di benzina, di proprietà di mia sorella tecnicamente, in teoria di mio padre, in pratica i soldi ce li ho messi io… Ma tralasciando tutto ciò, abbiamo deciso di affittarlo ad una ditta che si sta espandendo molto in Umbria, e negli accordi c’era scritto che dovevano assumere me! 

Lo so, può suonare da raccomandazione, e forse lo è…ma sapete che vi dico? Ci ho perso talmente tanti soldi, e tanta pazienza, ho sacrificato il mio futuro per questo maledetto impianto, quindi sento di meritarmelo appieno! Non me ne frega niente di quello che può dire la gente, se mi crederanno una raccomandata pazienza! 

Comunque il lavoro sta andando avanti da ormai quasi due mesi, siamo ancora in fase di assestamento, mancano ancora molte cose, ma sta andando. E lavorare a letteralmente 5 metri da casa ha i suoi ovvi vantaggi! 

Questo lavoro mi serviva proprio tanto. Ero stufa di farmi pagare le cene dal mio ragazzo (anche se accettavo raramente, perché mi piace ricambiare il favore e se non posso farlo mi sento in colpa) ero stufa di farmi mantenere in tutto e per tutto dai miei, ero stufa di non poter pagare da sola le mie visite mediche, che quest’anno sono state tante e dispendiose, ero stufa di non potermi permettere nulla. 

Il primo stipendio non l’ho ancora finito forse per miracolo! 

Insomma, sono contenta per ora di come sta andando, e spero che continui così anche se come al solito, ovviamente, c’è un briciolo di scetticismo che non mi abbandona! 

In ogni caso è bellissimo poter dire “Domattina mi devo svegliare presto che lavoro” anche se poi mi devo svegliare alle 6 e la sera alle 23 già sono in pre coma, è bellissimo stare nel mio ufficio con due dei miei gatti che ogni tanto vengono a farmi compagnia, ed è bello anche incontrare gente nuova, nonostante alcuni clienti incredibilmente maleducati, altri incredibilmente stupidi e altri che manco so come definirli… 

Insomma, non è certo il lavoro che tutti sognano, ma è un lavoro, neanche troppo brutto rispetto a molti altri….e va bene così! 

Credo che la novità importante fosse solo questa quindi mi termo qui… Come al solito spero di ricominciare a scrivere ma si è visto che le mie speranze spesso sono vane! 

Per ora, vi lascio con i miei due gattoni che mi fanno compagnia in ufficio! 

Sono fermamente convinta che lui sia innamorato di lei, non fa altro che fissarla e la segue ovunque! Lei invece non se lo fila 😦

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Animali fantastici e dove trovarli 

Aspettavo questo film in una maniera che non potete nemmeno immaginare, specie dopo l’immensa delusione che è stato, per me, The Cursed Child

Prima di parlare del film voglio infatti sprecare alcuni istanti per questo, e voglio essere completamente sincera con voi. Non ho letto il libro, non l’ho neanche sfogliato, mi sono assolutamente rifiutata. Ed ora vi chiederete, come diavolo fai ad essere delusa allora…. Beh, anche se non ho preso il libro so tutto quel che c’è da sapere sulla trama, e non solo non mi è piaciuta per niente ma mi ha anche fatta arrabbiare, visto che non hanno azzeccato la psicologia di nessun personaggio. E si, si, lo so che non è un vero e proprio sequel, lo so, e l’opera teatrale sarà visivamente bellissima, ne sono certa, ma non lo tollero, mi spiace. 

Non ho mai voluto un sequel, nemmeno per un istante, ho sempre desiderato, invece, un prequel, che parlasse della storia del mondo magico prima della nascita di Harry Potter. E il mio desiderio è stato avverato! 

Ho amato questo film, già solo al logo della Warner con la musica che tanto amo in sottofondo avevo le lacrime agli occhi. 

Eddie Radmayne nel ruolo di Scamander è a dir poco perfetto! Non solo per le sue doti recitative, che come al solito sono eccellenti, ma anche per l’aspetto estetico. Non che ci fosse una descrizione dell’aspetto di Scamander, ma appena ho visto Redmayne mi sono convinta che fosse visivamente perfetto, con quello sguardo un po’ bambinesco e la sua bellezza eccentrica. 

Newt però non è stato il mio personaggio preferito, in quanto il mio cuore è stato rubato (oltre che dallo snaso e dall’asticello) da Jacob, il paffutello babbano, o nomag, che viene trascinato suo malgrado nel mondo magico. La sua sincera meraviglia per tutte le creature e per tutte le magie a cui assiste è incredibile, ed è impossibile non immedesimarsi in lui, che rappresenta in qualche modo tutti noi. 

Anche le due protagoniste femminili non sono da meno. Come al solito la Rowling (che è stata definitiva maschilista, beata ignoranza) ripone nella figura femmile un elemento preziosissimo. Le due belle sorelle Goldstein, infatti, si rivelano essere di grandissimo aiuto per il protagonista, anche se inizialmente Porpentina (di cui mi ero già scordata il nome, ho dovuto controllare su Google)  si lascia trasportare dalla sua ambizione. 

Le creature sono state realizzate in maniera perfetta! È stato bellissimo vedere tutti gli animali incredibili di cui avevo letto prendere forma. La valigia di Newt è un mondo bellissimo, pagherei per poter entrarci! 

ATTENZIONE, PICCOLO SPOILER A SEGUIRE 

L’unico particolare che non ho apprezzato per niente è stato Grindelwald, e la cosa mi dispiace molto visto che è un personaggio fondamentale! Avevo già storto un po’ il naso quando ho scoperto che sarebbe stato interpretato da Jonny Depp, che è bravissimo, per carità, ma è un attore che non mi è mai stato molto simpatico e non ce lo vedevo per niente nei panni di Grindelwald, ma soprattutto non mi è piaciuto come lo hanno reso. 

Ne I doni della morte Grindelwald viene descritto come un giovane affascinante dai biondi capelli lunghi, è vero che il Grindelwald che vediamo nel film è più grande di quello descritto nel libro, ma in ogni caso non ho visto nulla che almeno ricordasse quella descrizione. Gli occhi di colori diversi poi mi sono sembrati solo un’esagerazione. Non credo che il personaggio di Grindelwald avesse bisogno di una caratterizzazione così marcata, il suo fascino poteva perfettamente stare, invece, in un aspetto semplicemente normale, senza troppi fronzoli. 

Insomma, io non vedo l’ora che esca il secondo film! Se queste sono le premesse si prospetta una saga sensazionale! 

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Paralizzata dal terrore

Sono sempre stata convinta della solidità della mia casa. Non ho mai avuto dubbi in proposito, sono sempre stata relativamente tranquilla in ogni situazione, perché sapevo che la mia casa avrebbe retto. 

Da agosto, e soprattutto dalla scorsa settimana, e soprattutto da domenica,  non ho più questa convinzione. 

Vi rassicuro, la mia casa non è crollata, non ha nemmeno una crepa, sono solo caduti dei pezzi di intonaco che erano già lì lì per cadere (vivo in una frazione di un paesello vicino Assisi, e anche nel paesello in questione non ci sono danni rilevanti a parte un ponte, la scuola media e una chiesa dichiarati per ora inagibili). Nonostante ciò, anche se ormai dovrei capire che,  se ha retto alla scossa di domenica vuol dire che è bella solida,  io non mi fido più. 
In questi giorni in me c’è una quantità di paura che non so nemmeno descrivervi. E non dovrei averne così tanta, la mia casa è in piedi, la mia famiglia sta bene, tutte le persone a cui tengo stanno bene. 

Forse mi immedesimo troppo nelle persone che hanno perso tutto, forse sono troppo empatica. Un mio amico dice che le persone empatiche sono quelle che soffrono di più, un altro mio amico dice che io sono semplicemente in transfer. Io non lo so, so solo che sono terrorizzata. 

Ho pochissima memoria dei terremoti passati. Di quello tremendo del 97 ricordo solo che per un po’ di giorni dormimmo in tenda, e poi mio padre fece ristrutturare casa per renderla anti sismica. Ricordo però una scossa che ci fu a marzo del 2006, molto leggera, ma la ricordo bene perché io ero bloccata a letto tutta ingessata. Quella volta avevo avuto molta paura perché avevo pensato “Qualunque cosa succeda io non posso scappare”. Solo che pensavo che il massimo che potesse succedere fosse che mi cadesse addosso l’armadio, e pensavo fosse molto difficile che potesse accadere. 

La scorsa settimana è stata la prima volta in cui il pensiero “Tra poco crollerà tutto” ha cominciato ad insinuarsi nella mia testa, è entrato con la prima scossa, si è ambientato con la seconda, e ha piantato la sua bandiera con quella di domenica. 

In tutti e tre i casi ero in camera mia, in tutti e tre i casi non ho fatto nulla, potevo scappare, non avevo ingessature ad impedirmelo, ma non ho fatto nulla, completamente paralizzata dal terrore. Domenica verso la fine sono riuscita ad alzarmi e ad arrivare sotto la porta. Ci sono meno di due metri dal letto alla porta della mia camera, ed io ci sono arrivata col fiatone. Poi ho pure scoperto che il muro sotto cui mi stavo riparando non è nemmeno quello portante ma tralasciamo… 

Un risveglio simile non lo auguro a nessuno. Non c’è solo la terra che trema sotto ai tuoi piedi, c’è anche l’orribile rumore che fatichi a dimenticare, i mobili che traballano, il lampadario che ondeggia, e anche dopo che tutto è passato sei li, in ansia, e percepisci ogni piccola, minuscola scossa di assestamento, e aspetti con angoscia che i tuoi amici, i tuoi parenti,  rispondano ai tuoi messaggi dicendoti che va tutto bene. 

È orribile, è spaventoso, e purtroppo una parte molto grande di me è convinta che non sia ancora finita…

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L’ovvia conclusione!

In questi giorni sono arrivata ad una conclusione.

Le mie più grandi passioni sono sempre state leggere, scrivere e disegnare, sorvolando sulla qualità della scrittura o del disegno.

Negli ultimi tempi però non riesco più a fare queste tre cose con la passione che avevo prima. Ho comprato al mercatino dell’usato una quantità di libri imbarazzante, ho comprato un blocco per disegnare, ho comprato dei colori, ho comprato delle penne nuove. Insomma considerando che sono ancora senza uno straccio di lavoro ho comprato un sacco di cose per alimentare quelle che sono sempre state le mie passioni più grandi!

Risultato?

Non leggo quasi più. Continuo a farlo, ovviamente, sto leggendo libri bellissimi, ma impiego mesi per finirli. Sullo scrivere, beh potete immaginarlo da soli considerando la desolazione incredibile in questo blog. Non disegno più da ferragosto.. (ricordo la data precisa perché era la prima volta che mi mettevo a disegnare in spiaggia e il disegno, per i miei standard, mi era piaciuto molto). Continua a leggere

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Giochi suicidi e omelette

Sono sicura che molti di voi si staranno chiedendo quanti, e quali, altri sogni bizzarri io abbia fatto dall’ultimo che ho trascritto in questo blog. Per tutti voi….l’attesa è finita! Proprio stanotte ho fatto un sono che definire strano è decisamente un eufemismo.

Ma c’è una novità! Da un po’ di tempo a questa parte sto brutalmente usando un mio amico, che studia medicina, come psicoterapeuta personale, o meglio, come interpretatore di sogni personale…gli ho fatto leggere i vecchi sogni che avevo scritto qui e lui mi ha praticamente aperta come un libro e mi ha fatto capire molte cose di me stessa, ma soprattutto ha dato un senso ai miei sogni senza senso! Quindi, alla fine di questo sogno vi trascriverò pure la sua interpretazione che, al solito, è stata azzeccatissima! Continua a leggere

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