Racconti a caso

Quando il mio vecchio prof di educazione artistica mi ha chiesto se volessi fare il pre scuola alle elementari e alle medie avrei tanto voluto rispondergli “Ma che sei matto??”

Immaginate di passare gli otto anni peggiori della vostra vita in un determinato luogo e di doverci tornare, poi, una volta cresciuti e una volta superato il trauma (perchè, vi assicuro, per me è stato un trauma). E’ una cosa terrorizzante.

Per me gli anni alle elementari e alle medie sono stati i peggiori (non includo l’asilo solo perchè me lo ricordo a malapena). Detestavo la scuola, ma non per lo studio, cioè, forse anche per quello, ma non era il motivo principale, io detestavo tutto, i miei compagni di classe, gli insegnati, le mura, i banchi, le lavagne..tutto. Andare alle superiori per me è stato come rinascere, anche se, anche lì, i primi due anni non sono stati il massimo…ma comunque non paragonabili a quelli passati.

Ora molti di voi penseranno che io stia esagerando. Vi posso giurare che non è così. Io ero una ragazzina timida..più che timida…all’asilo non ho mai spiccicato parola fino all’ultimo anno, e alle elementari non è che la situazione sia migliorata di molto (in realtà anche adesso sono molto poco loquace..specialmente agli inizi). Poi sono sempre stata parecchio alta, fin dai tempi dell’asilo superavo già di molti centimetri i miei coetanei, di conseguenza sembravo molto più grande di loro e, di conseguenza, ero oggetto di tutte le loro cattiverie.

Una bambina del genere, timida, goffa, impacciata e, in qualche modo, anche se si parla solo dell’altezza, diversa, non ha una vita facile. I bambini sanno essere degli stronzi colossali, molto più di parecchi adulti, e una ragazzina presa di mira da questi stronzi colossali non riesce a far altro che subire.

Non scrivo queste cose per farmi compatire o altro, ormai l’ho quasi superata, con fatica, con tanta forza di volontà ma ce la sto facendo. Scrivo queste cose per far capire perchè ero così terrorizzata di lavorare nella mia vecchia scuola (e anche un po’ per sfogarmi in realtà) anche se non ci avrei trovato nessun vecchio compagno di classe, nessun insegnante, al massimo qualche bidella. Mi terrorizzava l’idea di entrare in quei due edifici che tanto avevo odiato.

E sapete qual’è la cosa buffa? Che mi piace! Soprattutto per le elementari. Mi piace passare la mattinata con un branco di bambini scalmanati che la maggior parte delle volte nemmeno mi ascolta. Mi piace scherzare con loro e ascoltare i loro discorsi che a volte, specialmente per i più piccoli, sembrano non avere né capo né coda. Mi piace tornare a casa col sorriso e raccontare quel che hanno combinato in quel giorno.

Mai me lo sarei aspettata, anche perchè io con i bambini non ci sapevo fare minimamente. Il mio terrore è sparito con una velocità impressionante. E anche se la vista di quelle due scuole mi provoca ancora una rabbia immensa ora riesco a passarci sopra e a concentrarmi su quello che devo fare.

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