American Sniper [spoiler]

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Di solito non guardo film di guerra, non fanno per me, non sono il mio genere, ma soprattutto sono un po’ suggestionabile, e al pensiero che le cose che vedo accadono veramente tutti i giorni mi prende male, e passo tutta la durata del film con uno sguardo di puro terrore, più o meno lo stesso sguardo con cui guardo alcuni telegiornali. Se poi il film è tratto da una storia vera…beh, allora mi ci vogliono giorni per riprendermi.

Con American Sniper ho voluto fare un eccezione, quel trailer pieno di tensione mi aveva conquistata. Lo dovevo vedere. E alla fine l’ho fatto.

Il film racconta la storia di Chris Kyle, interpretato da un pompatissimo e inguardabile Bradley Cooper, un militare americano che registrò il più alto numero di uccisioni come cecchino in Iraq, tanto da venir soprannominato La leggenda.
Non starò troppo a raccontare la trama, l’intero film si alterna con scene della sua vita in guerra e scene della sua vita a casa, dove lo aspettano una moglie e due bambini.
Mentre però la vita in guerra procede, relativamente, bene, la vita in casa non è altrettanto serena.
La moglie cerca di convincerlo ad abbandonare la vita militare ma lui, nonostante l’evidente malessere tipico dei reduci di guerra (ansia, depressione e non so cos’altro perché nella mia ignoranza non voglio approfondire più di tanto) lui è irremovibile.
Chris Kyle è il classico patriota americano, con la convinzione, forse un po’ presuntuosa, forse un po’ ingenua, di poter salvare il suo paese.

Solo dopo la morte di due colleghi e dopo aver rischiato di morire si convince a tornare a casa, dove, una volta riuscito a superare il trauma subìto, comincia ad aiutare i pazienti di un ospedale per reduci di guerra.

Chris Kyle fu ucciso proprio da uno di questi veterani al poligono di tiro, nel 2013, solo due anni fa.
E il finale del film è composto solamente da immagini reali del funerale del vero Chris Kyle, per me indescrivibili, e, dopo l’ultima immagine della bara, completamente ricoperta dalle spille dei colleghi militari, partono i titoli di coda, senza una nota, senza una parola. Solo scritte bianche su sfondo nero che scorrono silenziose.

È stato un finale straziante per me, sono rimasta con un groppo in gola per ore, quel silenzio assordante mi ha messa ko.
Chiaramente Clint Eastwood ha voluto dare omaggio a un uomo che è da ammirare, come sono da ammirare tutti i militari che ogni giorno rischiano la propria vita in guerra.

Un film davvero bello, che però non credo riguarderò.
E voi cosa ne pensate?

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