Notre dame de Paris

Vi ricordate il Gobbo di Notre Dame della Disney? Quella storia dolce e divertente con ovviamente il lieto fine.
Ecco. Scordatevelo.
Mi sembra davvero incredibile che quel cartone sia stato tratto dal libro Notre Dame de Paris di Victor Hugo.
Tranquilli, non li voglio mettere a confronto, anche perché sono due mondi completamente diversi, solo che mi aspettavo che la storia fosse diversa, sì, ma solo leggermente, non così tanto!

Che dire, non so davvero se leggerò qualcos’altro di Hugo. È un grande scrittore, davvero, ma è prolisso, tanto, troppo! Pensavo che dopo aver letto Dostoevskij e Tolstoj, due scrittori che non conoscono nemmeno l’esistenza del dono della sintesi, sarei stata pronta a tutto. Mi sbagliavo!
Non fraintendetemi, il libro mi è piaciuto davvero tanto, ma credo che tagliando gli sproloqui superflui e che non portano assolutamente nulla alla trama, sarebbe stato ancora più bello, oltre che più rilassante.
C’è un intero libro, ad esempio (per chi non lo sapesse, Notre dame de paris è diviso in libri), con la descrizione della Parigi del XV secolo. Hugo ama Parigi, lo si capisce in ogni parola, e attinge a piene mani dalla sua cultura per raccontare com’era bella a quel tempo. E fin qui non c’è nulla di male, ma questa descrizione non finisce mai! Pagine su pagine di parole e concetti a volte ripetuti fino a tre volte… Decisamente troppo!

Mi sono imbattuta in questo libro grazie ad un gruppo di lettura su ANobii, e per colpa di questi lunghissimi capitoli l’ho finito ben oltre la data di scadenza (per quanto in realtà fosse indicativa). Insomma è stata una lettura davvero dura!!

Ma passiamo ai personaggi, che non hanno niente a che vedere con quelli della versione disneyana.

Victor Hugo era chiaramente un maschilista di quelli che butterei giù da una finestra. I personaggi femminili di questo libro non sono mai positivi (cioè, in realtà è decisamente difficile, in generale, trovare un personaggio positivo).
Sono rimasta particolarmente sconvolta dall’Esmeralda, mi aspettavo, stupidamente, la donna forte e coraggiosa del cartone, e invece mi ritrovo una ragazzina, stupida, ingenua, superficiale, pronta a sacrificare tutto e tutti per stare ai piedi di un uomo, Phoebus, che alla fine nemmeno la vuole.
Non prova nemmeno un briciolo di affetto per Quasimodo, che la salva per ben due volte e che la coccola e la venera come una dea. Per lei è impossibile amare, o anche solo voler bene ad una persona così brutta e deforme, i suoi occhi e il suo cuore sono solo per il suo amato Phoebus, bello e aitante ma solo all’esterno.

“Maledizione! Ecco là come bisogna essere! Bisogna essere belli soltanto di fuori!”

Quasimodo

Questo è il chiaro messaggio del libro: non giudicare dalle apparenze, non fermarsi alla copertina.

Claude Frollo l’arcidiacono, invece, è un personaggio ambiguo ed inquietante, il suo amore per Esmeralda lo porta praticamente alla pazzia. Lei lo rifiuta e allora lui la condanna, perché non può accontentarsi, non può sopportare di vederla innamorata di un altro uomo, preferisce vederla morta, piuttosto.

Poi c’è Gringoire, un personaggio che mi sta particolarmente simpatico anche se non mi spiego il motivo. Un personaggio ambiguo anche lui, innamorato anch’esso dell’Esmeralda, ma solo inizialmente. Il suo rapporto morboso con la capretta, Djali, è decisamente strano.

Nessun personaggio, comunque, è riuscito ad entrarmi nel cuore.

Vale la pena leggere questo tomo solo per i tre libri finali, gli unici che sono riusciti ad appassionarmi veramente, un finale decisamente tragico ma incredibilmente emozionante allo stesso tempo!

 

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3 risposte a Notre dame de Paris

  1. gufetta91 ha detto:

    Provai a leggerlo sei anni, ma lasciai perdere dopo 120 pagine. Pensavo che sarei morta prima di finire la prima parte, in cui Hugo ci descrive ogni centimetro di ogni vicolo di Parigi. Poi però ho scoperto che Esmeralda non era come quella Disney, e neppure Phoebus, Quasimodo e Frollo lo erano (se non ricordo male, a un certo punto Phoebus cerca di violentare Esmeralda). Mi riprometto di ritentare, ma chi lo sa se ne avrò il coraggio? 😀 Al confronto, le descrizioni dei campi in Anna Karenina erano avvincenti come una puntata di Lost

    • crostina ha detto:

      È vero, le descrizioni dei campi in Anna Karenina mi hanno messa a dura prova ma mai quanto la descrizione di Parigi di questo libro xD
      Comunque io ti consiglio di ritentare perché nonostante tutto è un bel libro, magari ti do uno schemino sui capitoli che potresti tranquillamente saltare visto che alla trama non portano nulla xD

      Comunque no, nel libro è Frollo che cerca di violentare Esmeralda, e Quasimodo la salva per la seconda volta.
      L’unico personaggio che è simile a quello del cartone è lui, Quasimodo, anche se all’inizio è abbastanza inquietante…

  2. Pingback: Letture 2015 | Il blog di Sevy

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