Shinjeki no kyojin – L’attacco dei giganti

Avendo concluso tutte le serie che dovevamo guardare, e non avendo la possibilità di andare in fumetteria a fare scorta di manga, io e il mio ragazzo ci siamo ributtati a capofitto nel mondo degli anime!
Inizialmente volevo fargli vedere Death Note, che ha sempre snobbato (ma prima o poi gli farò cambiare idea, vedrete) ma lui si è rifiutato dicendo “No che palle Death Note! Vediamoci, boh, che ne so, L’attacco dei giganti.”
Ho accettato controvoglia, si, controvoglia, perché non gli davo un minimo di fiducia. 20 minuti dopo ero in lacrime, singhiozzando davanti allo schermo, e cercando a tastoni il mouse per passare all’episodio successivo.


Ero convinta non potesse esistere opera migliore di Full metal alchemist, beh, sto seriamente mettendo in discussione la mia convinzione, anche se non posso dirlo con certezza fino a che non avrò letto anche il manga de L’attacco dei giganti (e lo leggerò, dovessi sputtanare tutto il mio stipendio, ho già il primo numero).

La meraviglia di questo anime è indescrivibile, a cominciare dai disegni con quei meravigliosi tratti marcati, fino ad arrivare alla trama.
Già il primo episodio è un tribudio di colpi di scena ed emozioni fortissime.

La storia è ambientata in un mondo in cui il genere umano è stato praticamente decimato dai giganti che si sono cibati di loro, a quanto pare, per puro divertimento. Per difendersi dalle creature, i superstiti ereggono una serie di mura difensive concentriche che tengono lontani i giganti. Queste mura sono a loro volta difese da quello che potremmo definire il “il corpo militare del regno”.
Il periodo di pace, però, finisce quando un gigante colossale fa la sua comparsa, aprendo con un calcio un varco per permettere a tutti i giganti di entrare a fare una strage.
I nostri tre protagonisti, Eren, Mikasa ed Armin (dopo una scena che ha rischiato di provocare un’alluvione di lacrime della sottoscritta annegando tutta l’Umbria) riescono miracolosamente a salvarsi e, successivamente, decidono tutti e tre di entrare a far parte del Corpo di ricerca.
Ovvero il corpo militare incaricato di uscire dalle mura per sconfiggere i giganti, ma soprattutto per scoprire le loro abitudini e il loro scopo.

Non voglio dirvi di più sulla trama, vi consiglio però di provare a vedere almeno il primo episodio, chissà, magari appassionerà anche voi come ha appassionato me!

Il manga, per quel poco che ho potuto leggere, è diverso dall’anime soprattutto dai disegni. I disegni del manga…beh…diciamo che non sono il massimo della bellezza…comparati a quelli dell’anime (a mio parere meravigliosi) sono decisamente di una qualità molto più scarsa.

Di solito io non riesco a leggere un manga, o fumetto che sia, se non mi piacciono i disegni (non sono normale, lo so), difatti ho abbandonato dopo due numeri (fortunatamente prestati) Oh Mia Dea, e raramente sono riuscita a leggere ed apprezzare un fumetto “all’americana” amando molto di più il tratto alla giapponese piuttosto che quello più realistico.

Quando ho aperto il primo numero de L’attacco dei giganti, quindi, mi è preso un mezzo colpo ecco…sforzandomi, però, sono riuscita a leggerlo fino alla fine e ad apprezzarlo in ogni suo aspetto!
I disegni non sono belli, ma rappresentano alla perfezione il sentimento di prigionia dei protagonisti, caratterizzato, nell’anime, dai tratti marcati che vi ho già accennato.

Insomma, mi sono pazzamente innamorata di quest’opera fantastica, e aspetto la seconda stagione con trepidante attesa!
Già che ci sono, qua sotto vi lascio due mie *opere* di cui vado stranamente fiera e che rappresentano al meglio la mia fissa incredibile per L’attacco dei giganti!

*Sono disegni ricopiati perché, pur avendo frequentato un istituto d’arte, sono completamente incapace di eseguire disegni di fantasia**. Per quanto sia convinta (e qua peccherò di modestia ma oh, quando ce vo’ ce vo’) che serva talento anche nel ricopiare, anche perché, in fondo, è il principio del disegno dal vero!

**Magari un giorno vi farò vedere le mie “opere d’agenda” per mostrarvi quali sgorbi innaturali riesco a tirar fuori quando disegno di fantasia!
Chi te l’ha chiesto direte voi ma pazienza!

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Ho perso la mia vita in questo disegno ma sono talmente soddisfatta che credo l’incornicerò e l’appenderò in camera!

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Levi, il mio personaggio preferito, in versione chibi!

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11 risposte a Shinjeki no kyojin – L’attacco dei giganti

  1. Gintoki ha detto:

    Complimenti per i disegni!

    Anche la ricopiatura è un’arte! I giapponesi non hanno mai inventato nulla ma hanno copiato migliorando 😀

  2. Orso Chiacchierone ha detto:

    Sto leggendo il manga, i disegni sembrano peggiorare sempre di più! 😛
    Non voglio e non posso dirti nulla per non fare spoiler ma per ora no, non supera Fullmetal Alchemist!

  3. Tumpai ha detto:

    Amo l’attacco dei giganti da quando per caso presi il primo numero.
    Si per caso e non lo nego.
    Ma ora non posso farne a meno, e sono riuscito a convincere la mia morosa(che non legge manga e non segue nulla di anime) ad accompagnarmi a vederlo al cinema qualche mese fa.
    E beh, come te dopo i primi minuti era già in lacrime ed ora vuole sapere come va avanti perché, testuali parole, “tu sei già avanti e me lo devi raccontare”.

    • crostina ha detto:

      Le cose scoperte per caso sono le più belle! Io mi sono innamorata di Dostoevskij prendendo un suo libro a casaccio solo perché costava 1€ xD
      Comunque vederlo al cinema dev’essere stupendo, anche se, avendo visto la versione originale, sono troppo affezionata alle voci giapponesi!

      • Tumpai ha detto:

        io ho deciso di leggere solo il manga e non guardare l’anime. Ma in italiano non era così male, il film almeno. 🙂

  4. Invernomuto ha detto:

    L’attacco dei giganti è uno di quei casi, meno rari di quanto mi piacerebbe, in cui ho amato alla follia il primo numero per poi subire un calo d’interesse costante durante l’evolversi della storia.
    Per essere precisi ho adorato le atmosfere disperate dei primi capitoli: un manipolo di umani impotenti contro una minaccia così implacabile da far rischiare ogni volta la vita anche ai più coraggiosi e addestrati tra i soldati umani.

    E dopo c’era l’elemento che andava contro gli stilemi di qualsiasi shonen manga, o quasi, un protagonista vulnerabile la cui forza di volontà e paroloni altisonanti non bastavano a garantire la vittoria in uno scontro così impari!

    Il mistero, poi: la chiave della cantina, l’equipaggiamento avanzato che pareva addirittura suggerire di trovarsi in un futuro regredito a passato, piuttosto che in un mondo alternativo.

    E alla fine è andata com’è andata, il protagonista in realtà il potere loffio ce l’ha, la disperazione lascia il posto allo shipping di una coppia piuttosto che dell’altra e i titani sembrano di riflesso molto meno terribili di quanto lo fossero all’inizio.

    Un’occasione sprecata, almeno per quanto mi riguarda, perché naturalmente resta un bel manga e un bell’anime, ma sarebbe potuto essere eccellente.

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