Topi zombie, villa della tortura e…il pretzel mi ha fatto decisamente male!

Stanotte credo di aver fatto il sogno più disturbante della mia vita. Cercherò di raccontarvelo sperando di non dimenticarmi tutto mentre scrivo.

Allora, il sogno comincia in una specie di ufficio di una fabbrica, ci siamo io, il mio ragazzo, alcuni miei amici e, per qualche strana ragione, Ginny di Harry Potter. Stiamo tutti lavorando a non so quale progetto di preciso quando, all’improvviso, scopriamo che all’interno della fabbrica è scoppiata un’epidemia, e tutti i topi sono diventati zombie (era da un po’ che non sognavo zombie in effetti).
Per un po’ rimaniamo nell’ufficio, poi decidiamo di uscire e vedere com’è la situazione. L’ufficio è collegato al resto della fabbrica attraverso un lungo ponte, e appena usciti ci accorgiamo subito che qualcosa non va. Delle macchine si stanno dirigendo verso di noi ad altissima velocità, e noi non abbiamo abbastanza spazio per schivarle. Abbiamo però delle bacchette, che puntiamo contro le macchine per rallentarle e fermarle. Ginny però esagera facendo un incantesimo fin troppo potente, due macchine esplodono e le loro carcasse volano rischiando di schiacciarci.

Torniamo nell’ufficio e andiamo al piano di sotto dove troviamo un hotel a 5 stelle. Ci sistemiamo in una bella stanza con cucina e televisore e discutiamo della situazione. C’è però una signora da riportare a casa, una vecchietta che non riesce a camminare bene, una di quelle irritanti che criticano ogni cosa che hanno davanti.
Decido di accompagnarla e, appena usciamo dall’hotel, ci ritroviamo nella piazza di una città gremita di gente.
Qua incontro un mio vecchio compagno di classe delle superiori, Andrea, lo saluto con i soliti convenevoli “Mio dio è una vita che non ci vediamo! Come stai!” lui è contento di vedermi ma deve andare via di corsa, quindi ci salutiamo.

Io continuo per la mia strada verso la casa della vecchietta, e la strada è brutta visto che è piccola, tutta curve, non asfaltata e con un numero impressionante di trattori, la vecchietta non fa che lamentarsi per tutto il viaggio.
Arriviamo finalmente a casa della vecchietta dove ritrovo anche il resto del gruppo, che si era riunito li per evitare l’epidemia.

A un certo punto però, mi rendo conto di una cosa. Andrea non sa nulla dell’epidemia e potrebbe entrare nella fabbrica o andare ad alloggiare nell’hotel! Lo devo assolutamente chiamare ma ho dimenticato il cellulare nella stanza dell’hotel, quindi parto a razzo e lo riprendo. Mi fermo nella stanza per riprendere fiato e intanto chiamo Andrea, spiegandogli la situazione e raccomandandomi di stare molto attento, scoppio pure a piangere perché mi accorgo di avere non poca paura. Lui non crede alle mie parole e mi prende in giro, dicendomi però che in ogni caso stava tornando a casa quindi non dovevo preoccuparmi.

Una volta tranquillizzata cerco di tornare di corsa alla casa della vecchia, ma, come in ogni incubo che si rispetti, non riesco a correre. Infatti, pur correndo, vado lentissima, talmente lenta che riesco anche a fare una conversazione con due signori che mangiano il gelato su una panchina.
Molto lentamente arrivo nei pressi di alcune palazzine, mi ricordo che la strada per la casa della vecchia è li vicino quindi tento di affrettare il passo.
Non riesco però ad arrivare a destinazione, perché all’improvviso vengo rapita da alcuni tipi mascherati e portata in una grande villa.
Vengo vestita in maniera elegante poi vengo torturata, sia psicologicamente che fisicamente e anche molestata da un tipo inquietante.
Il giorno dopo questo tipo mi porta con sé ad una salumeria, dove incontra un suo amico a cui mostra dei video sul tablet delle mie torture.
Vorrei scappare ma per qualche strano motivo non riesco, e resto a fissare il tipo e il suo amico ridere per quei video.
La commessa della salumeria, a un certo punto, avvisa il tipo che il suo panino è pronto, e glie lo porge da sopra il bancone. Mentre lui lo prende, io mi accorgo che lascia cadere una bomba piccolissima nella cassa.
Vorrei avvertire la commessa ma di nuovo non riesco, quindi faccio dietrofront e scappo, visto che nemmeno il tipo si era accorto di aver lasciato la bomba.
Una volta arrivata alla porta sento una tremenda esplosione e…..mi sveglio!

Ora, non so chi avrà avuto il coraggio di leggere fin qua, quindi, per chi ce l’ha fatta…che problema ho?
Forse il pretzel di ieri sera non mi ha fatto molto bene!!

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8 risposte a Topi zombie, villa della tortura e…il pretzel mi ha fatto decisamente male!

  1. Pakap ha detto:

    La cosa che più mi stupisce, se devo essere sincero, è la durata di questo sogno… complimenti, hai prodotto un lungometraggio da trip acido! Ahah!

  2. Gintoki ha detto:

    C’è materiale per trarne fuori almeno 4-5 film horror diversi!…Io venderei le sceneggiature a qualche produttore…

    Direi che quindi la golosità di ieri sera l’hai pagata a caro pretzel!
    😛

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