The Danish Girl

Torno dopo giorni di silenzio con una recensione non proprio semplicissima, ma insomma ci si prova!
Devo prima di tutto spendere due parole riguardo all’ambiente in cui ho visto questo film. Perché? Perché dopo secoli sono tornata al cinema della mia infanzia, quello dove andavo ogni sabato con i miei quando ancora i biglietti non costavano quanto un mutuo. Mi sono stupita di vedere che non è cambiato assolutamente nulla…le sale sono sempre divise per colori, le sedute sono abbastanza scomode e l’audio non è eccezionale, però sono tornata per un attimo nel passato ed è stato bello comunque (anche se hanno tentato di ucciderci con il riscaldamento, ma sorvoliamo).

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Comunque, The Danish Girl è la vera storia di Lily Elbe, ovvero la prima donna sottoposta ad una operazione di cambio del sesso, in questo caso da uomo a donna.
Soprattutto in questo periodo, in cui la tolleranza è ai minimi storici, credo che un film simile sia importante, perché ti fa capire in modo molto semplice il dolore che può provare una persona nel sentire di essere semplicemente nata nel corpo sbagliato.

Il film comincia con la presentazione dei due protagonisti, Einar e Gerda Wegener, una coppia di pittori sposata da 7 anni. Già dalle prime sequenze si può vedere chiaramente, grazie alla bravura dell’attore che lo interpreta, un qualcosa di ancora assopito nell’animo di Einar. Lo si vede nella scena del teatro, quando le sue mani indugiano sui tessuti dei vestiti di scena, e anche quando racconta del primo incontro con Gerda, in cui lei fa la prima mossa prendendo quasi (soprattutto per quei tempi) il ruolo dell’uomo.

Questo lato assopito prende forma quando Gerda chiede ad Einar di posare per lei, in sostituzione della vera modella, facendogli indossare delle calze e posandogli addosso un bel vestito bianco. In questa scena sembra quasi di sentire Lily prendere vita, emergere dal sonno profondo in cui era stata ancorata fino ad allora. Ho trovato questa scena la più emozionante dell’intero film.
Ma Lily emerge del tutto solo più tardi, quando Gerda propone ad Einar di andare ad una festa vestito da donna. Nessuno sembra accorgersi della presenza di Einar sotto il trucco e il vestito elegante, e lo stesso Einar si perde, scoprendosi più a suo agio in quelle vesti, scoprendo all’improvviso di essere incastrato nel corpo sbagliato.

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Devo dire che in questo film Eddie Redmayne da il meglio di sé. Durante le scene dello studio dei movimenti femminili in particolare, che all’epoca erano molto leggiadri e delicati di quanto possano essere ai giorni nostri, è impeccabile. Alla fine Einar diventa più femminile della stessa moglie, tanto che pochi, alla vista della bellissima Lily, riuscirebbero a sospettare la presenza di una figura maschile nascosta.

Ma due parole si devono spendere anche per Gerda, interpretata dalla bravissima Alicia Vikander, una donna coraggiosa, di larghe vedute per i tempi, e follemente innamorata di suo marito, tanto da sostenerlo sempre, pur con la consapevolezza di doverlo inevitabilmente perdere.
Credo che Gerda sia da ammirare tanto quanto Lily che, diciamocelo, ad un certo punto pecca un po’ di egoismo, giustificato solo in parte.
Mi sto riferendo soprattutto alla scena in cui Gerda e Lily sono a letto, divise da un lenzuolo bianco, e Lily sta raccontando il suo sogno di potersi, un giorno, sposare. In quella scena ho potuto sentire nel cuore tutto il dolore provato da Gerda nel rendersi finalmente conto che suo marito, a conti fatti, è morto.
In fondo c’è da dirlo, puoi essere di larghe vedute quanto vuoi, ma scoprire all’improvviso che l’amore della tua vita è in realtà un’altra persona è dura, ti spacca il cuore, e la Vikander è riuscita a trasmettere questo sentimento in maniera esemplare.

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(Scusate ma questa devo dirla per forza: comunque, tesoro mio, se io beccassi mio marito con la mia camicia da notte sotto i vestiti…due domandine me le farei…)

Comunque, se non l’avete ancora visto non voglio dirvi altro, vi consiglio di vederlo perché merita, per la tematica, per gli attori, per la realizzazione, per tutto. E’ una storia di rispetto, di amore, di incredibile coraggio e di realizzazione. E, lo ripeto, non posso che ammirare con tutto il cuore queste due fortissime donne!

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Ho scoperto inoltre che esiste un libro che raccoglie i diari scritti da Lily nel suo passaggio da uomo a donna, e devo assolutamente recuperarli!

Fatemi sapere anche voi se l’avete visto e se vi è piaciuto!

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5 risposte a The Danish Girl

  1. Francesca ha detto:

    Bella recensione! Ancora non ho potuto vederlo ma spero si rimediare il prima possibile! Sono curiosa di sapere se il libro che raccoglie i diari di Lily sia di facile reperibilità!sarei curiosa di leggerlo! Per quanto riguarda le mie opinioni sul film tornerò a commentare dopo averlo visto! 😘😋

  2. blackandwhitediary ha detto:

    Ahahah si sono d’accordo… quando ho visto la camicia da notte forse fossi stata in Gerda mi sarei fatta qualche domanda 😂😂😂 Secondo me la moglie è un bellissimo personaggio.. Comunque a me è piaciuto molto 🙂
    https://blackandwhitediary.wordpress.com/

  3. Doppia W ha detto:

    A me è piaciuto molto, la Vikander in primis, infatti tifavo per lei agli Oscar… Lato negativo? Ho pianto troppo ahahhaha

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