Paralizzata dal terrore

Sono sempre stata convinta della solidità della mia casa. Non ho mai avuto dubbi in proposito, sono sempre stata relativamente tranquilla in ogni situazione, perché sapevo che la mia casa avrebbe retto. 

Da agosto, e soprattutto dalla scorsa settimana, e soprattutto da domenica,  non ho più questa convinzione. 

Vi rassicuro, la mia casa non è crollata, non ha nemmeno una crepa, sono solo caduti dei pezzi di intonaco che erano già lì lì per cadere (vivo in una frazione di un paesello vicino Assisi, e anche nel paesello in questione non ci sono danni rilevanti a parte un ponte, la scuola media e una chiesa dichiarati per ora inagibili). Nonostante ciò, anche se ormai dovrei capire che,  se ha retto alla scossa di domenica vuol dire che è bella solida,  io non mi fido più. 
In questi giorni in me c’è una quantità di paura che non so nemmeno descrivervi. E non dovrei averne così tanta, la mia casa è in piedi, la mia famiglia sta bene, tutte le persone a cui tengo stanno bene. 

Forse mi immedesimo troppo nelle persone che hanno perso tutto, forse sono troppo empatica. Un mio amico dice che le persone empatiche sono quelle che soffrono di più, un altro mio amico dice che io sono semplicemente in transfer. Io non lo so, so solo che sono terrorizzata. 

Ho pochissima memoria dei terremoti passati. Di quello tremendo del 97 ricordo solo che per un po’ di giorni dormimmo in tenda, e poi mio padre fece ristrutturare casa per renderla anti sismica. Ricordo però una scossa che ci fu a marzo del 2006, molto leggera, ma la ricordo bene perché io ero bloccata a letto tutta ingessata. Quella volta avevo avuto molta paura perché avevo pensato “Qualunque cosa succeda io non posso scappare”. Solo che pensavo che il massimo che potesse succedere fosse che mi cadesse addosso l’armadio, e pensavo fosse molto difficile che potesse accadere. 

La scorsa settimana è stata la prima volta in cui il pensiero “Tra poco crollerà tutto” ha cominciato ad insinuarsi nella mia testa, è entrato con la prima scossa, si è ambientato con la seconda, e ha piantato la sua bandiera con quella di domenica. 

In tutti e tre i casi ero in camera mia, in tutti e tre i casi non ho fatto nulla, potevo scappare, non avevo ingessature ad impedirmelo, ma non ho fatto nulla, completamente paralizzata dal terrore. Domenica verso la fine sono riuscita ad alzarmi e ad arrivare sotto la porta. Ci sono meno di due metri dal letto alla porta della mia camera, ed io ci sono arrivata col fiatone. Poi ho pure scoperto che il muro sotto cui mi stavo riparando non è nemmeno quello portante ma tralasciamo… 

Un risveglio simile non lo auguro a nessuno. Non c’è solo la terra che trema sotto ai tuoi piedi, c’è anche l’orribile rumore che fatichi a dimenticare, i mobili che traballano, il lampadario che ondeggia, e anche dopo che tutto è passato sei li, in ansia, e percepisci ogni piccola, minuscola scossa di assestamento, e aspetti con angoscia che i tuoi amici, i tuoi parenti,  rispondano ai tuoi messaggi dicendoti che va tutto bene. 

È orribile, è spaventoso, e purtroppo una parte molto grande di me è convinta che non sia ancora finita…

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3 risposte a Paralizzata dal terrore

  1. bloody ivy ha detto:

    Mi dispiace. Mi immagino con che animo si possa andare a dormire senza nessuna sicurezza che “non torni a ballare”

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