Harry Potter – riflessioni a caso sulle donne della saga

Come vi avevo accennato nel post del nuovo Dottore donna, è da molto tempo che mi frulla per la testa l’idea di scrivere del mondo femminile di Harry Potter.

Molte volte sono inciampata in commenti o articoli che sostenevano fermamente che Harry Potter fosse un’opera dai tratti estremamente maschilisti, principalmente per il fatto che i protagonisti principali e i personaggi più forti sono tutti uomini.

Un ragazzo che viene aiutato da un saggio maestro per sconfiggere il malvagio stregone.

(detta in parole povere che più povere non si può, ovviamente sappiamo che Harry Potter NON si può riassumere così)

Dal canto mio, ho sempre pensato che questo fosse un giudizio moooolto superficiale, perché chiunque abbia letto il libro, prestando attenzione ai vari dettagli e ai vari personaggi, può benissimo rendersi conto che Harry Potter, di maschilista, non ha neanche una lettera.

Vorrei cominciare col parlare proprio dei tre personaggi pilastri della saga, Harry, Silente e Voldemort.

La figura della madre di Harry è una figura quasi divina. Lei si è sacrificata, donando la sua vita per salvare quella del figlio, ed è un particolare che l’autrice non smette mai di farci presente in praticamente ogni libro. Il potere del sacrificio di Lily è stato così forte da salvare Harry più di una volta.

Come non pensare al profondo legame di Harry con la madre defunta. Per quanto Harry senta la mancanza, ovviamente, di entrambi i genitori, e si senta invadere da un senso di orgoglio quando qualcuno gli dice che somiglia tantissimo al padre (almeno la maggior parte delle volte), i suoi pensieri sono sempre concentrati sulla madre.

Ricordiamoci il capitolo dello specchio delle Brame, nel primo libro, quando lui rimane ore a fissare la sua famiglia riflessa nello specchio, ma soprattutto a fissare lei, Lily, beandosi del suo volto e di ogni suo particolare, dagli occhi verdi così simili ai suoi fino ai capelli rosso scuro. O il capitolo del Prior Incantatium, quando tutte le vittime di Voldemort escono dalla sua bacchetta a mo’ di fantasmi, e lui non aspetta altro che vedere lei. O alla fine, quando per farsi coraggio, prima di andare incontro alla morte, cerca il suo sguardo, l’unico in grado di farlo andare avanti.

L’importanza di Lily, poi, è sottolineata anche dalla storia di Piton. Innamorato della donna fin dall’infanzia, è solo grazie a lei se, una volta adulto, è riuscito a redimersi e a collaborare con Silente per sconfiggere Voldemort e per proteggere Harry.

Insomma, credo che Lily, per quanto fisicamente poco presente all’interno della saga, sia uno dei personaggi più importanti (se non IL più importante) e sicuramente uno dei personaggi più belli!

Passiamo ora a Silente. L’infanzia e l’adolescenza del brillante Albus, si sa, è stata travagliata da numerose orribili esperienze. Prima di tutto abbiamo la sorella, la piccola Ariana, traumatizzata da un gruppo di ragazzini babbani al punto da voler rifiutare la propria magia, che poi non riuscirà più a contenere. Il padre spedito ad Azkaban. La madre morta all’improvviso durante uno degli attacchi della figlia. E infine, ovviamente, la morte della stessa Ariana, inflitta da non si sa quale bacchetta tra quelle di Albus, Aberfort e Grindelwald.

Fu proprio la morte dell’amata sorella a cambiare totalmente la vita di Albus, che si era perso in un girone di egocentrismo e ambizioni accecanti, talmente accecanti da non capire di quanto fossero poco saggi e soprattutto malvagi i piani che stava progettando con l’amico Grindelwald.

Quella morte così improvvisa fu un duro colpo per entrambi i fratelli, e soprattutto Albus fu sempre tormentato dai sensi di colpa, che gli ricordavano però quale fosse il suo posto, gli ricordavano di non farsi di nuovo impossessare dalla brama di potere che lo aveva avvolto in gioventù, e che continuava ad avvolgerlo ancora, di tanto in tanto. Il pensiero della sua famiglia, in generale, lo tormentò fino alla fine. Le sue parole dopo aver bevuto il veleno, nella grotta piena di inferi, per recuperare l’horcrux “Non fare del male a loro, prendi me piuttosto” ne sono la prova.

Un altro ruolo fondamentale è quello della madre di Voldemort, e qua direte “grazie al cavolo, l’ha partorito”…ma non è solo per questo “particolare” che ne voglio parlare. La madre di Voldemort non è stata rappresentata solo come il contenitore, passatemi il termine, del futuro signore oscuro, ma ha avuto un ruolo più complesso.

Merope Gaunt, figlia di Orvoloson Gaunt, erede di Serpeverde, era, si può dire, l’unica della famiglia con un animo buono. Sottomessa al padre e al fratello, insicura e incapace di usare correttamente la magia. Credo sia impossibile non provare un po’ di compassione per Merope.

Come Lily per Harry e Ariana per Silente, anche Merope svolge un importante ruolo in un momento di “svolta” per Tom Riddle, anche se in questo caso si tratta, suo malgrado, di una svolta negativa. Il giovane Tom infatti, quando cominciò a fare delle ricerche sulla propria famiglia biologica, e scoprì (o per meglio dire, intuì) di essere per metà babbano, rimase profondamente deluso nell’apprendere che la sua magia proveniva dalla madre, Merope. Questo perché sua madre era morta, mettendolo al mondo, e per lui era inconcepibile che un mago non riuscisse ad evitare la morte. E fu da quel momento forse, che cominciò a pensare a tutti i modi possibili per ingannarla, per vivere il più a lungo possibile, per non collassare come la sua debole, inutile madre.

Nel bene e nel male, la figura della donna ha avuto per questi tre immensi personaggi un importanza incredibile, ma non voglio dimenticarmi di tutte le altre, ovviamente!

A cominciare da Hermione. Coraggiosissima e intelligentissima, diciamocelo, senza di lei Harry e Ron non sarebbero andati da nessuna parte (e non avrebbero passato nessun esame). Ovviamente non voglio sminuire i due ragazzi, ognuno di loro, nel trio, è indispensabile, ognuno per ragioni diverse, ma non dimentichiamoci che Hermione è l’unica che non ha mai voltato le spalle a nessuno dei due, l’unica che c’è sempre stata senza però farsi mettere i piedi in testa. È un personaggio che ho sempre rispettato tantissimo, anche se all’inizio era “un’insopportabile sotutto”.

La McGranitt, la mia professoressa preferita (della mia materia preferita del mondo di Harry Potter), incredibilmente intelligente, severa e inflessibile ma dotata di una dolcezza e di una forza d’amimo insuperabili!

La signora Weasley, che nonostante i suoi modi gentili, dolci e materni, è in grado di tenere testa a chiunque, di spaventare figli e marito più di chiunque altro. E la sua forza si sprigiona nell’ultimo libro, quando lotta contro Bellatrix per difendere Ginny, in uno dei momenti più belli dell’intera saga!

Come dimenticare poi la nonna di Neville, all’apparenza una anziana e bizzarra signora, che nasconde però la forza di mille uomini.

Potrei andare avanti per molto tempo, c’è Ginny, c’è Luna, la professoressa Sprite, la Cooman, Tonks, Fleur, perfino Narcissa Malfoy si rivela essere una donna coraggiosa, capace di voltare le spalle a tutti pur di difendere il proprio figlio.

A differenza della sorella, invece, è Bellatrix quella che dimostra di non aver molto amor proprio (o per gli altri)…

Nella maggior parte delle sue apparizioni, Bellatrix non fa altro che pendere dalle labbra di Voldemort, completamente soggiogata dalla sua persona, infatuata a tal punto da non dare importanza al fatto che lei, per lui, sia solo un burattino. Perché ricordiamoci che, nonostante le cretinate scritte in The cursed child, persino i seguaci più fedeli e valorosi sono per Voldemort solo briciole, utili per il suo ego e per i suoi scopi, ma pur sempre briciole, dalle quali non accetta nemmeno l’essere sfiorato, a meno che ovviamente non sia strettamente necessario, come nel caso di Codaliscia, quando si prendeva cura di lui prima della sua rinascita. Ovviamente è un discorso che vale per tutti i mangiamorte, non solo per Bellatrix, perché tutti ammirano e venerano un uomo che non avrebbe problemi a farli fuori tutti in una volta, ma diciamo che su di lei la questione è decisamente più evidente!

Mi piace il fatto che la Rowling abbia aggiunto nella “fazione cattiva” una donna così, forte e intelligente anche lei, si, ma soggiogata da un uomo. Bellatrix non è morta per difendere i suoi figli, non ha lottato per salvare un suo amico, lei è morta per un uomo che l’avrebbe uccisa all’istante nel momento in cui non fosse stata più necessaria. In contrasto con le altre donne della saga, mi è sempre sembrato che Bellatrix fosse “disegnata” come un “modello a cui non ispirarsi”.

Un altro modello a cui assolutamente non ispirarsi è anche, sicuramente, la Umbridge, per cui devo per forza sprecare due parole, anche se forse vado un pochino fuori tema.

La Rowling è riuscita a creare un personaggio femminile temibile, anche se sotto aspetti diversi, quanto Voldemort, e decisamente più odiabile di Voldemort! Stephen King ha posizionato la Umbridge al secondo posto nella sua classifica dei migliori antagonisti, subito dopo Hannibal Lecter (per dire).

Devo dire che secondo me la Umbridge è uno dei personaggi meglio riusciti, che dimostra fin da subito che non ci si deve mai e poi mai fermarsi alle apparenze.

Per concludere, con questo post non ho voluto certo sminuire i personaggi maschili della saga, al contrario, Harry Potter vanta personaggi fantastici di qualunque sesso si tratti, o di qualunque creatura si tratti, uno dei miei personaggi preferiti, non a caso, è Dobby!

Credo solo che sia fantastico vedere che, in un’opera in cui i personaggi principali sono maschili, le donne abbiano una così grande importanza, e nemmeno tanto nascosta, se si guarda bene. E credo sia assurdo che qualcuno abbia potuto anche solo sospettare che tutta la saga avesse un’impronta maschilista.

Scusandomi per il papiro, spero che questa “analisi” di Harry Potter possa avervi interessato almeno un po’, era da molto che ne volevo parlare e non so se sono riuscita a spiegarmi al meglio, spero di sì! Fatemi sapere cosa ne pensate voi!

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2 risposte a Harry Potter – riflessioni a caso sulle donne della saga

  1. knit or read ha detto:

    condivido ogni sillaba… ma ne avrei spese di più per Luna, un personaggio così caratteristico da restare indelebile nella memoria ❤ (però ora un po' lacrimo perché mi hai ricordato Dobby…)

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